Employee Advocacy: come può migliorare l’employer brand.

L’Employer Brand coinvolge diverse figure aziendali e stakeholders, e si rivolge a diversi tipi di pubblico. Un particolare segmento coinvolto è composto dai dipendenti dell’azienda. Da un lato, essi rappresentano una parte del pubblico a cui rivolgersi quando si costruiscono i contenuti di Employer Brand. Infatti, migliorare e rafforzare l’immagine e la reputazione come datore di lavoro significa, in fin dei conti, cercare di diventare una azienda migliore, soddisfare le esigenze dei dipendenti e prendersi cura delle condizioni di lavoro.

D’altra parte, i dipendenti possono essere visti come un “mezzo” per comunicare all’esterno l’employer brand in modo affidabile ed imparziale. L’Employee Advocacy viene spiegato in diversi modi a seconda del focus della definizione. Nell’era dei social network, si tratta di condividere contenuti interessanti e professionali in tutti i profili social, per favorire il cosiddetto WOM, che ha lo scopo di rafforzare il brand della società di per sé e come “employer of choice”. Il messaggio è percepito come imparziale ed affidabile quando è liberamente divulgato, vale a dire quando i dipendenti sono (spontaneamente) disposti a condividere la loro esperienza come lavoratori e come parte attiva dell’azienda. Perchè questo accada, bisogna che esistano stategie volte a favorire l’engagement dei dipendenti. In altre parole, l’azienda deve verificare la corrispondenza tra i valori dei dipendenti, la cultura aziendale e le condizioni di lavoro, poichè questi impattano sulla esperienza lavorativa. L’azienda deve sviluppare un percorso di carriera adeguato, che si intersechi con le aspettative dei dipendenti, ed un collaudato meccanismo di motivazione. Quando i componenti del team si sentono valorizzati per loro impegno, motivati e in linea con la cultura aziendale, sono più inclini a comunicare la propria esperienza positiva.

Esistono diversi possibili modi per motivare i dipendenti e per favorire l’employer brand. Uno è quello di spingerli a condividere importanti risultati dell’impresa a cui hanno contribuito, sui social network personali. In questo modo, da un lato l’azienda sta creando un WOM positivo sul raggiungimento di un obiettivo aziendale, dall’altro viene riconosciuta parte della successo al dipendente, che di conseguenza viene ricompensato del suo impegno.

Dal punto di vista del dipendente, è necessario un forte coinvolgimento e fiducia nei valori aziendali al fine di condividere le esperienze di lavoro. Essendo personalmente esposti e responsabili per le dichiarazioni in merito a qualsiasi argomento, esporre il proprio parere in ambito lavorativo rappresenta una scelta difficile. Questo è esacerbato soprattutto in ambiti altamente competitivi e nelle medio-grandi aziende. In questi contesti, i dipendenti possono avere timore di potenziali svantaggi che questi contenuti possono attirare, agendo sulla loro immagine professionale.

Nella nostra sezione dedicata ai membri del Team, idealmente mostriamo tre ambassador dell’impresa: il candidato potenzialmente interessato a lavorare per l’azienda può vedere le immagini complete dei tre membri del team, i loro nomi e le pagine social personali, come Twitter e LinkedIn. In questo modo, i membri del team diventano “advocates”, esponendo se stessi, le loro idee ed i propri pareri al controllo dei potenziali-futuri colleghi.

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