EMPLOYER BRANDING: 5 COSE DA SAPERE SUI TUOI FUTURI COLLABORATORI

Dopo la ben conosciuta era dei collaboratori appartenenti alla generazione del Baby Boomers e di quelli della Generazione X, il futuro sarà di “un esercito” di giovani appartenenti alla Generazione Y,  più comunemente chiamata: “Millennials”.

Mano a mano che le precedenti generazioni usciranno dal mercato del lavoro, i Millennials lo popoleranno fino a pervadere il 75% del totale mercato entro il 2025 (Deloitte Italia, 2015). Questo segmento di popolazione è già sotto osservazione e sembra essere ricco di contraddizioni interne. Tuttavia, le aziende devono iniziare a comunicare e ad interessare questa generazione al fine di  ridisegnare la loro strategia di employer branding per renderla più efficace nell’attrarre i nuovi  talenti.

L’employer branding è “il processo di promuovere un’azienda o un’ organizzazione come un “datore di lavoro” che sia riconosciuto di valore da un determinato target di riferimento; il target di riferimento è ovviamente quello che  l’azienda necessita o vuole attrarre e ritenere” (Mossevelde, 2014). Ovviamente, come per qualsiasi strategia marketing il gruppo target deve essere attentamente identificato e definito prima di  procedere con l’implementazione della strategia stessa. Procediamo allora ad  analizzare alcune caratteristiche che contraddistinguono il nostro target, i Millennials.

Prima di tutto, i Millennials si aspettano che le aziende siano in grado di generare esternalità positive nei confronti della società, nonostante abbiano la consapevolezza che sino ad oggi  le aziende non hanno investito molto in questa direzione. Inoltre, hanno una vision diversa anche in materia di leadership ed in particolare su quale dovrebbe essere il focus della leadership; tuttavia, emerge che la loro prospettiva in materia è allineata con quella dell’attuale generazione di leaders. Difatti,  i Millennials tendono a dare maggiore importanza al benessere dei dipendenti, alle opportunità di crescita e di formazione rispetto ai riconoscimenti personali ed ai premi. Anche la percezione del grado di innovazione dell’azienda incide sulla loro scelta di candidarsi per una vacancy, così come la prospettiva di lavorare con  un team piacevole e di seguire costantemente progetti nuovi ed interessanti. Invece, il problema più significativo che sembra presentare questa generazione è la spiccata propensione  a lasciare il posto di lavoro e la posizione che ricoprono; per questo motivo, per le aziende sarà sempre più importante implementare un’ efficace strategia di employer branding non solo per il processo di attrazione, ma anche per quello di ritenzione dei giovani talenti.

Difatti,  la comunicazione efficace dei valori e della cultura aziendale sembrano essere aspetti fondamentali per consentire ai futuri collaboratori della generazione Millennials di prendere una decisione ponderata e consapevole. Tuttavia, ciò si scontra con l’attuale design dei benefits aziendali, delle condizioni lavorative e dei processi aziendali atti a supportare la realizzazione di vision ed obiettivi.

In conclusione, le aziende hanno spesso trascurato l’importanza di una corretta strategia di employer branding, tuttavia, nei prossimi anni con il progressivo pervadere dei Millennals come “forza lavoro” sembra necessario trovare il modo più adatto di implementare e di definire una strategia efficace e su misura.

SOURCES:

Deloitte, (2015). Millennial Survey 2015 | Deloitte | Social impact, Innovation. [online] Available at: http://www2.deloitte.com/global/en/pages/about-deloitte/articles/millennialsurvey.html

Minchington, B. (2014). Future Focus of employer brand leadership. Employer Branding Review, pp.29-32.

Mossevelde, C. (2014). What Is Employer Branding? | Universum Global. [online] Universum Global. Available at: http://universumglobal.com/articles/2014/03/what-is-employer-branding/

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