Perché non bisogna utilizzare il formato Europass

Perché non bisogna utilizzare il formato Europass

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Tutte le persone in cerca di lavoro devono fare i conti con la stesura del proprio curriculum. E, chi è ancora alle prime armi, potrebbe ricorrere ad uno dei formati più noti: il formato Europass. Tale modello è però fortemente disprezzato dai recruiters e dalle aziende.

Perchè?

Ecco una lista dei motivi per cui NON bisogna utilizzare Europass:

  • La lunghezza è davvero eccessiva. Chi ha molte esperienze, sia formative che professionali, rischia di non riuscire a condensare tutto in una sola pagina, ed è molto probabile che alla fine ne risultino almeno 3 o 4. Le aziende e le società preferiscono formati in cui tutto è racchiuso in una sola pagina.
  • Lo spazio eccessivo dedicato alla parte anagrafica. Tali informazioni, infatti, potrebbero essere sintetizzate in una sola riga. Invece viene dedicata loro quasi metà della prima pagina.
  • Dall’altro lato, il misero spazio riservato alle esperienze lavorative.
  • La mancanza di un elenco da cui attingere per indicare le proprie capacità. Quindi, il rischio è quello di scrivere una banalità (come, ad esempio, “capacità di lavorare in team”). Inoltre, le capacità sono posizionate in fondo al documento, in una sezione senza un vero e proprio criterio. Inoltre, il layout non è nè ben leggibile e nè facilmente modificabile.
  • Il design del modello e logo sono decisamente fuori moda. La parte grafica è superata, poco funzionale. Inoltre, il layout è standard, uguale per tutti. Questo vuol dire che farsi notare è davvero difficile, dato che i recruiters ricevono centinaia di curriculum e dedicano meno di un minuto alla lettura di ognuno. 
  • Lo spazio dedicato alle competenze linguistiche è solo verso la fine del documento. Per spiegare la propria conoscenza, bisogna utilizzare sigle come A1, B2 che indicano il vostro livello di bravura. Ma è un metodo davvero poco immediato.
  • Il modello Europass inoltre richiede una presentazione cronologica delle proprie esperienze, e per questo non è adatto per chi ha percorsi formativi o professionali frammentati o è da tempo senza lavoro.

I recruiters cercano curriculum (e persone) fuori dal coro, e una formattazione così standardizzata decisamente non aiuta. Il modello Europass potrebbe sembrare utile se si hanno poche esperienze lavorative e/o formative, perché l’utilizzo dei 2/3 della pagina ‘ingrandisce’ l’esposizione dei dati e evita l’effetto ‘pagina bianca’ che risulta dall’utilizzo di altri modelli.
Il curriculum deve essere breve, conciso, mentre Europass risulta troppo prolisso, un mix tra lettera di presentazione e curriculum. Un selezionatore, infatti, non avrà tempo di leggere un curriculum così lungo.
Il tratto saliente di un curriculum deve essere la praticità, il convogliare le informazioni essenziali nel minor tempo e spazio possibile. Bisogna farsi notare grazie a chiarezza, concisione, contenuti pertinenti e rilevanti, ed una formattazione funzionale a questo scopo.

In conclusione, come dev’essere un curriculum?

Il curriculum è il nostro biglietto da visita, quindi è importante che ci rappresenti. Se da un lato la creatività è ben accetta, dall’altro ricordiamoci che “less is more”Non è necessario elaborare qualcosa di esageratamente articolato, super-creativo e interattivo. L’importante, in fondo, è che sia originale ciò che vi è scritto. Se non si sta facendo application per un ruolo particolarmente creativo (come moda, design), un formato facilmente leggibile, classico, pulito, e ordinato andrà benissimo.

Bisogna tenere a mente che ad ogni azienda arrivano decine di CV al giorno, e per essere notati è necessario inserire personalità in un CV creato ad hoc per quella professione. Dato che un selezionatore impiega non più di una manciata di secondi per visionare un curriculum, è necessario redigerlo in modo tale che attragga immediatamente (e per i giusti motivi!) chi lo legge.

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